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La nuova Europa sta nascendo.
Tre sono i momenti fondamentali:
All’interno di questo scenario si inserisce la COM (2002) 350 def. “Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni su una strategia di informazione e di comunicazione per l'Unione europea”. Il documento riconosce il ruolo importante che debbono avere gli Stati membri nella diffusione dell'informazione e nello sviluppo della comunicazione sulle questioni europee.
…”Oggi sono riunite tutte le condizioni necessarie per elaborare ed attuare una strategia di informazione e di comunicazione globale e coerente dell'Unione europea, che consenta ai suoi cittadini di percepirne meglio l'esistenza e il ruolo svolto.
È ovvio però che una strategia del genere dovrà svilupparsi in modo graduale ed empirico e non potrà rispondere da sola alla sfida del buon governo o di quella che si suole definire "la sfida democratica". Essa potrà contribuirvi creando uno spazio pubblico per il dibattito europeo, a cui gli Stati membri sono invitati a partecipare.
Questa nuova strategia deve dunque mirare a sensibilizzare, a combattere l'ignoranza e l'indifferenza in modo da creare una base solida per una sana gestione degli affari pubblici, per una governance fondata su una buona intesa tra Unione europea e cittadini. Si tratta in primo luogo di migliorare la percezione che il cittadino ha dell'Unione europea, perché diventi maggiormente consapevole della dimensione europea della sua cittadinanza.”
Da anni impegnato nella gestione di servizi di informazione al pubblico, IN&CO è in grado di fornire soluzioni complete e funzionali in grado di soddisfare qualsiasi esigenza della Pubblica Amministrazione che intenda avviare una propria azione di informazione e comunicazione sui temi dell’Europa.
Grazie all'estrema flessibilità e modularità delle soluzioni disponibili è possibile per qualsiasi Pubblica Amministrazione – Comuni di piccole, medie e grandi dimensioni, Province, Regioni, Comunità Montane, USL ecc.- scegliere e personalizzare la soluzione che meglio si adatta alla propria organizzazione e alle proprie risorse.
La firma ad Atene del Trattato per l'Adesione di dieci nuovi Paesi costituisce una pietra miliare dell'integrazione europea; la Conferenza Intergovernativa convocata in Italia il 4 ottobre 2003 sancirà il passaggio dagli originari Trattati del 1957 ad un testo di natura costituzionale che darà basi più solide ad un'Unione ampliata; i cittadini europei eleggeranno nella primavera del 2004 il nuovo Parlamento Europeo di una Unione a 25 paesi.
Questo è lo scenario politico dei prossimi mesi all’interno del quale si inserisce la COM (2002) 350 def. “Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni su una strategia di informazione e di comunicazione per l'Unione europea”. Il documento riconosce il ruolo importante che debbono avere gli Stati membri nella diffusione dell'informazione e nello sviluppo della comunicazione sulle questioni europee...”
Oggi sono riunite tutte le condizioni necessarie per elaborare ed attuare una strategia di informazione e di comunicazione globale e coerente dell'Unione europea, che consenta ai suoi cittadini di percepirne meglio l'esistenza e il ruolo svolto. È ovvio però che una strategia del genere dovrà svilupparsi in modo graduale ed empirico e non potrà rispondere da sola alla sfida del buon governo o di quella che si suole definire "la sfida democratica". Essa potrà contribuirvi creando uno spazio pubblico per il dibattito europeo, a cui gli Stati membri sono invitati a partecipare. Questa nuova strategia deve dunque mirare a sensibilizzare, a combattere l'ignoranza e l'indifferenza in modo da creare una base solida per una sana gestione degli affari pubblici, per una governance fondata su una buona intesa tra Unione europea e cittadini. Si tratta in primo luogo di migliorare la percezione che il cittadino ha dell'Unione europea, perché diventi maggiormente consapevole della dimensione europea della sua cittadinanza.
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